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La storia del distributore che vi presentiamo oggi (conosciuto alla fiera Anuga di ottobre 2015, in cui eravamo in missione – clicca qui) è una storia di nostalgia di casa. Si tratta di due fratelli che negli Sessanta si sono trasferiti in Germania, nella zona di Stoccarda, per trovare lavoro, assieme ad altre migliaia di emigranti italiani. Occupati nel settore edile come muratori, ogni volta che tornavano nel Sud Italia, i due fratelli facevano scorta di cibi quali pasta, olio, prosciutto e vino, per poi rientrare in Germania e gustarli nelle settimane seguenti, addolcendo la nostalgia di casa e deliziando amici e conoscenti.

 

Vendere in Germania foto emigranti italiani

Una crescita travolgente

Entrati nel settore del food più per voglia di mangiare italiano che per idea imprenditoriale, i titolari hanno presto compreso la potenza del business alimentare e si sono specializzati nell’importazione e nella distribuzione di prodotti italiani come grossisti, senza dimenticare il canale tradizionale. Nel 2003, dopo anni di crescita, è stato costruito un nuovo centro logistico, dotato anche di locali per seminari e degustazioni. L’assortimento è duplice: da una parte una selezione di prodotti a marca privata del distributore, dall’altra una vasta range di brands alimentari italiani. Grazie a tre filiali, l’azienda vende ora a negozi, gastronomie, retailer specializzati e ristoranti che vogliano impiegare materie prime di eccellente qualità, per un totale di oltre 4000 clienti sul territorio tedesco.

 

La piaga dell’Italian Sounding

A difesa del cibo italiano in Germania, oltre al lavoro di distributori di valore del Made in Italy come quello appena descritto, è stata fondata il 24 febbraio 2015 a Roma e registrata al Tribunale di Stoccarda, l’associazione “Italian Sounding”, che combatte la commercializzazione e la vendita di prodotti falsamente italiani. Apprezziamo molto questo tipo di approccio, che tutela la distribuzione del vero Made in Italy e che impedisce a produttori esteri di catturare il consumatore con claims che rimandano falsamente al Bel Paese. Sta dunque a noi intercettare la domanda di Made in Italy e rispondervi in modo adeguato e competente: la difesa del patrimonio alimentare nazionale passa anche dalla sua corretta comunicazione e distribuzione.

 

italiansounding.de