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Come sapete, Export Magazine è la sezione del nostro blog dedicata a notizie importanti sui mercati internazionali e a dati rilevanti per il mondo delle esportazioni. Questa volta abbiamo deciso di utilizzare un utilissimo report redatto annualmente da SACE sulla situazione dell’export italiano: si tratta di un documento esaustivo ed efficace, volto ad analizzare non solo il presente ma anche a offrire uno scenario delle evoluzioni future. Ecco le informazioni che abbiamo scelto per voi.

 

Il quadro globale

Partiamo con un’analisi generale, distinta per anni, volta ad illustrare la situazione dell’export nei vari anni:

  • 2016: L’instabilità di alcune aree ha frenato il nostro export – La crescita delle vendite estere è stata trainata dai mercati avanzati europei (principali destinazioni dei nostri prodotti con oltre il 50% del totale esportato), da quelli del Nord America e dell’Asia-Pacifico. Negativa invece è stata la dinamica delle vendite destinate in Africa Subsahariana, in America Latina, segnata dalle difficoltà del Brasile e dalla crisi in Venezuela, e nei paesi MENA, dove hanno influito i bassi prezzi del petrolio e delle altre materie prime e l’instabilità legata ai rischi di violenza politica. Resta comunque un dato di fatto che l’export italiano sia perennemente il fiore all’occhiello del PIL (vedi sotto).
  • 2017: Si torna a crescere (quasi) ovunque – L’anno in corso si presenta più favorevole del precedente per le nostre esportazioni. I tradizionali mercati europei e nordamericani, i Paesi asiatici e l’Europa emergente contribuiranno in modo significativo allo sviluppo dell’export italiano. In Nord America è attesa la performance migliore (+5%), soprattutto in virtù delle prospettive di vendita negli Stati Uniti. Nell’area Asia-Pacifico, gli ampi mercati in crescita, quali Cina, India e Indonesia, garantiranno ottime opportunità alle nostre imprese esportatrici.
  • 2018-2020:  Più solidi, più veloci – Nel triennio 2018-2020, in media, si tornerà a crescere in ogni area geografica a ritmi superiori al 3,5%. Sviluppi positivi si manifesteranno nelle aree che hanno mostrato maggiore debolezza nel 2016, quali l’Africa Subsahariana, l’America Latina, il Medio Oriente e il Nord Africa; i mercati europei, avanzati e non, costituiranno ancora una fonte di domanda importante del nostro export, non solo in termini di peso, ma anche di solidità e stabilità delle vendite.

 

 

 

I trend delle varie tipologie merceologiche

Tra i raggruppamenti di beni, i prodotti agricoli e alimentari registreranno la performance migliore nel prossimo quadriennio: è infatti atteso un aumento delle vendite all’estero del 4,8% nel 2017 e di circa il 5% nel triennio successivo (vedi sotto).

È prevista una progressiva accelerazione per le esportazioni dei beni di consumo a partire dall’anno in corso (+2,1%), con tassi di crescita che uttueranno intorno al 4% nel triennio 2018-2020.

Per i beni di investimento, i più rilevanti in termini di peso sull’export italiano con una quota del 40%, le previsioni segnalano un incremento del 3,8% nel 2017 e di oltre il 4%, in media, nel triennio seguente: nel periodo 2017-2020 essi contribuiranno a un aumento delle esportazioni di quasi 30 miliardi di euro.

Dopo un 2016 chiuso in leggera ressione (-0,6%), le vendite all’estero dei beni intermedi torneranno in terreno positivo già nel 2017 e la tendenza resterà favorevole anche nel periodo 2018-2020. Il raggruppamento include settori che hanno risentito del trend negativo a livello globale, ad esempio estrattivo e metallurgico, per i quali, tuttavia, emergono segnali di lenta ripresa, e altri, come la chimica e la gomma e plastica, che mostrano prospettive di crescita interessanti.

 

 

 

Buone vacanze!

Con questo post, cogliamo anche l’occasione per salutarvi e augurarvi buone vacanze. Per un paio di settimane il team di Grow My Export sarà in ferie. Potete comunque contattarci via mail per urgenze o richieste particolari.