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L’Italia è il 4° esportatore per un valore pari a 2,7 miliardi di euro

L’andamento e le previsione delle importazioni del Regno Unito presentano un trend che si conferma negli anni in crescita fino a raggiungere nel 2022 i 30 miliardi di euro. L’Italia è il 4° esportatore per un valore pari a 2,7 miliardi, dopo Germania e Irlanda.

Per l’export food italiano nel Regno Unito, sono di particolare interesse i paesi in crescita sul venduto che vede affacciarsi nazioni extraeuropee come Brasile (+20%), Turchia (12%) e Thailandia (9,6%). L’Italia, forte della tradizione enogastronomica, si staglia seconda, dopo la Francia nella fascia alta e medio alta con una quota di mercato, nel 2019, del 10,7%.

Ma quali sono i prodotti italiani più importati nel Regno Unito? Il Belpaese ricopre la prima posizione per quanto riguarda i Vini spumanti con un esportazione per 336 milioni di euro e una quota del 47%. Da considerare anche i pomodori pelati e polpe (150 mln e 71,2%) e riso lavorato e semilavorato (46 milioni e 24,2%). Seconda posizione invece per vini confezionati (379 mln e 17,3%) e olio extravergine di oliva (46 milioni e 31,4%).

Discorso più delicato per la pasta. La Regina della nostra cucina ha la prima posizione rispetto agli altri paesi con paste ripiene (70 milioni e 63,5%) e paste di semola (73 milioni e 69,3%). Ma quello che sconcerta è che nella fascia alta e medioalta per quote di mercato il nostro paese è al 4° posto con lo 7,7%, dietro Olanda 28,4% Germania 15,1% Irlanda 13,8%.

Per quanto riguarda i canali distributivi, in un periodo che va dal 2011 al 2017, si è registrata una crescita vertiginosa dei discount (147,7%), supermercato e minimarket. I consumatori manifestano un interesse crescente verso i prodotti salutari, organici e legati alla dieta mediterranea ma anche i piatti pronti e prodotti surgelati.

export food italiano nel Regno Unito

Export food italiano nel Regno Unito

Per l’export italiano da tenere d’occhio sono i consumatori cosiddetti Locals (16%), che acquistano prodotti alimentari freschi e naturali, preferibilmente da piccoli punti vendita, anche in base a comodità e praticità d’acquisto. Un secondo punto di forza per gli esportatori dall’Italia è rappresentato dai cosiddetti Puristi ́ (14%, 2/3 dei quali donne): acquistano esclusivamente prodotti alimentari di elevata qualità, freschi e biologici. Il Regno Unito importa il 90% del proprio fabbisogno alimentare.

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