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I mercati tradizionali e i Paesi asiatici affascinati dal Made in Italy

Esportare cosmetici all’estero che rappresentino il valore del made in Italy: i dati confermano l’aumento dell’export di prodotti beauty con una dilatazione delle esportazioni costante da oltre 25 anni, per un valore di 4.972 milioni di euro e una crescita del 2,0% al termine del 2019. Rispetto all’anno precedente si è registrata un aumento della quantità esportata di: profumeria alcolica (11,5%); prodotti per l’igiene orale (4%); per il corpo (6,2%); per i capelli (1,8%). Questo è quanto emerge da un’elaborazione su dati Istat eseguita dal Centro Studi per Cosmetica Italia (Associazione nazionale imprese cosmetiche).

Un certo pessimismo permane dovuto alle restrizioni in atto per contrastare il contagio da coronavirus (COVID-19). Le criticità si riflettono su una diminuzione delle esportazioni, annullamento di ordini, difficoltà di pianificazione. Gli effetti dunque del virus potrebbero indebolire le economie asiatiche e, indirettamente, quelle mondiali.

In ogni caso la tendenza evidente negli ultimi anni per l’export beauty italiano vede aumentare l’interesse del mercato asiatico verso la cosmetica Made in Italy.

Dal 12 al 14 novembre l’Asianworld Expo ha riunito espositori di ingredienti, macchinari e attrezzature. Mentre dal 13 al 15 novembre l’Hong Kong Convention & Exhibition Centre ha accolto i settori Cosmetica, Estetica, Capello, Unghie e accessori. Un appuntamento della piattaforma Cosmoprof che ha interessato circa 100 aziende italiane.

Come ha sostenuto a Il Sole 24 Ore Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia: “L’Asia si conferma un’importante area di destinazione del cosmetico italiano”. “Nel 2018 – continua Ancorotti –  il valore dell’export è stato di 874 milioni di euro (+4,1% rispetto all’anno precedente) pari al 18% delle esportazioni di cosmetici Made in Italy.”

Cosmetica: l'export italiano in grande crescita

Cosmetica: l’export italiano in grande crescita

Esportare cosmetici all’estero: un settore in crescita da oltre 25 anni in Italia

Oltre a Hong Kong i fari vanno puntati sulla Cina (+19,3% nel 2018 e percentuali simili sono registrate in Giappone e Singapore). Per altro crescono in percentuale anche India (+22,8%); Thailandia (+12,1%) e Indonesia (+29,6%).

Abbiamo visto come e quanto l’interesse per i prodotti di cosmetica italiani nel Mondo sia rilevante. L’export per un’impresa italiana è di vitale importanza per aumentare il proprio fatturato. In ogni caso bisogna ricordare che, prima di agire nei mercati esteri bisogna essere informati. Di conseguenza è necessario conoscere la situazione politica di quel determinato paese, l’esistenza di dazi e altre eventuali barriere all’ingresso.

Ci riferiamo non soltanto a mercati emergenti, come quelli asiatici, dove la spesa per il beauty è aumentata in ragione di un miglioramento generale dello stile di vita. Ma anche a paesi ormai consolidati come gli Stati Uniti d’America, dove l’attenzione all’aspetto fisico e alla forma ha reso massiccia la domanda di prodotti di bellezza.

Negli States la regolamentazione è di competenza del Us Food and Drug Administration (FDA) disciplinata in particolare dal Food Drugs Cosmetic Act (FDCA) e dal Fair Packaging and Labeling Act (FP&L). Abbiamo già avuto modo di parlare della registrazione FDA in questo articolo.

In sintesi bisogna fare particolare attenzione a ingredienti ed etichettatura che deve riportare composizione, luogo di produzione e distribuzione. Inoltre le informazioni relative a: nome e identità del prodotto; unità di misura; destinazione d’uso; warnings e appropriata indicazione degli ingredienti devono adeguarsi alle linee guida americane.

Prodotti per il make up italiani, l'export è in ascesa

Prodotti per il make up italiani, l’export è in ascesa

I prodotti Made in Italy interessano sempre più i mercati emergenti

I termini natural e organic meritano un’attenzione particolare. Infatti pur non essendoci una legislazione specifica in materia, la Federal Trade Commission (FTC) ha stabilito che un uso ingannevole di tali termini costituisce un comportamento ingannevole. La sanzione può arrivare fino a $16.000 per ogni singola violazione (ogni singola vendita del prodotto costituisce una violazione).

I prodotti cosmetici, tranne quelli a uso professionale (come ad esempio i prodotti utilizzati nei saloni di bellezza e centri benessere), non sono sottoposti a registrazione FDA obbligatoria.

La California ha una regola in più. In questo Stato il prodotto non deve essere inserito nella lista Proposition 65, dove sono indicate da una legge federale una serie di sostanze chimiche vietate.

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