(+39) 342 3704774 info@growmyexport.it

In un precedente post sulla finanza nei paesi islamici abbiamo sinteticamente visto le fonti religiose ed i principi di base, in particolare il non prevedere alcun sistema di leva finanziaria, debito, tassi di interesse o speculazione. Questo rende l’approccio della finanza diametralmente opposto a quello delle economie occidentali e protegge il sistema finanziario dalla crisi del 2008. Proseguiamo ora con le regole relative alla compravendita di beni e ai contratti.

 

Finanza nei paesi islamici e contratti: le regole generali prescritte dalla Shari’a

Anche i contratti di scambio, relativi al trasferimento della proprietà̀ di un bene tra due soggetti, presentano aspetti peculiari rispetto agli equivalenti occidentali e hanno la fonte principale nella Shari’a:

  • Il bene deve essere già̀ esistente
  • Il venditore deve possedere il bene oppure averne già̀ assunto i doveri ed i diritti relativi
  • Il bene deve essere conosciuto ed identificato con certezza
  • La vendita deve avvenire al momento stesso della stipula del contratto, non deve perciò̀ essere presente alcun vincolo con eventuali accadimenti futuri.
  • Il prezzo e la consegna del bene devono essere certe e non collegati ad eventi futuri.
  • Il bene in oggetto deve rispettare le norme di liceità̀ dettate dalla Shari’a.

Già in questi principi, che ruotano attorno alla certezza del bene, alla sua esistenza a prescindere da eventi futuri (dal prezzo certo e definito), si intuiscono le distanze da modelli finanziari che muovono miliardi in futures, options e contratti derivati.

Vediamo ora i diversi tipi di contratto esistenti.

 

1. Il contratto murabaha: una delle forme più usate nella finanza dei paesi islamici

finanza paesi islamici Il contratto murabaha prevede la comunicazione, da parte del venditore, del prezzo pagato all’origine per il bene ed il ricarico applicato (prezzo come cost-plus). Il pagamento in un contratto di questo tipo deve avvenire in una soluzione unica, nonostante sia prevista in ambito bancario anche un pagamento rateizzato (contratto di bay’al muajjil) a patto che non comporti alcuna maggiorazione (interesse) per il differimento del debito. La peculiarità che caratterizza il murabaha dagli altri tipi di contratto è la necessità da parte del venditore di esprimere chiaramente il profitto che intende ottenere.

Tale contratto viene solitamente utilizzato dalle banche per finanziare le imprese nell’acquisto delle materie prime o di semilavorati. Spesso, inoltre, viene utilizzato anche come contratto per prestare denaro, per favorire il credito al consumo o per operazioni di investimento della liquidità.

Le operazioni previste dal contratto

Una tipica operazione di murabaha coinvolge sostanzialmente tre soggetti (la banca, il venditore e l’acquirente che acquista il bene). Si svolge in tre fasi:

  • Il cliente sceglie il bene e si accorda sul prezzo di vendita;
  • Il cliente si accorda con la banca per stipulare un contratto di murabaha nel quale l’istituto di credito si impegna ad acquistare, per conto del proprio cliente, il bene desiderato. Successivamente rivende il bene in oggetto al cliente stesso;
  • La banca acquista il bene e, come accordato, lo rivende al proprio cliente con un contratto di murabaha ad un prezzo maggiorato rispetto al margine di profitto per la banca (anch’esso precedentemente accordato).

Peculiarità del contratto murabaha

Il cliente sa, in ogni momento della contrattazione, quale sarà̀ il valore complessivo che pagherà̀ per il bene ed il ricarico che applicherà̀ la banca. In questo modo si elimina qualsiasi incertezza nel contratto. Ovviamente la banca offre la possibilità̀ di rateizzare il debito: qualora venisse meno questa possibilità, verrebbe meno l’utilità̀ dell’intermediario finanziario.

Il passaggio di proprietà̀ del bene avviene al pagamento del prezzo del bene o dell’ultima rata.

Infine, affinché́ il contratto sia legale, è necessario che il venditore sia una terza parte rispetto al cliente che richiede il finanziamento. In tal modo vengono eliminate le operazioni di buy back (non consentite dalla legislazione islamica).

Benché, all’interno del mondo della finanza nei paesi islamici, rappresenti una delle forme di contratto più utilizzate, il murabaha ha suscitato delle polemiche, trovandosi spesso al centro di discussioni. Molti giuristi islamici sostengono che questa tipologia di contratto non rappresenti un prestito di moneta poiché la banca diventa proprietaria di un determinato bene, incorrendo così nei rischi tipici dei beni fisici (deterioramento, rottura, furto ecc.).

Altri giuristi, in particolare quelli presenti nel Medio Oriente, non accettano tale contratto in quanto non vedono alcun criterio di partecipazione ai profitti ed alle perdite, ma anzi una tipologia contrattuale simile alle operazioni di anticipo di fatture del mondo occidentale.

 

2. Il contratto di salam

finanza paesi islamiciSimile ai contratti a termine del mondo occidentale: due controparti si accordano sul prezzo di vendita di un bene la cui consegna sarà̀ differita nel tempo. Il prezzo del bene viene pagato alla stipula dell’accordo, ciò rende il contratto più̀ equo ed elimina il rischio per l’acquirente di una eventuale svalutazione del bene. Tali manovre forniscono subito al venditore i fondi necessari da investire nel ciclo produttivo. Viene inoltre eliminato il pericolo di speculazione da parte dei contraenti.

Il salam viene spesso utilizzato dalle piccole aziende per poter raccogliere i soldi necessari a sostenere il ciclo produttivo della propria attività̀ in quanto si vanno a  vendere in anticipo i prodotti finiti che verranno prodotti. Anche in questo caso, vi è un sottostante reale alla base del contratto e non solamente un movimento di denaro.

Il contratto di salam: eccezione nella finanza dei paesi islamici 

Risulta evidente come il contratto di salam rappresenti un’importante eccezione perché viola, almeno in apparenza, due caratteristiche basilari dell’economia e della finanza nei paesi islamici: il pieno possesso del bene e la sua esistenza. Per questo motivo il contratto deve riguardare beni standardizzati e di facile individuazione nella quantità̀ e nella qualità̀, devono inoltre essere definite con precisione e chiarezza data e luogo di consegna del bene e il pagamento deve necessariamente avvenire al momento della stipula del contratto.

Il salam si adatta bene anche alle realtà̀ bancarie in quanto si può̀ accomunare con il cosiddetto credito fondiario e il credito al commercio: la banca può stipulare, con l’azienda che richiede il prestito, un contratto di salam pattuito ad un prezzo inferiore al reale valore dei beni in modo da ottenerne un profitto, rimanendo sempre nel completo rispetto dei dettami coranici.

 

3. Il contratto di istisna’

finanza paesi islamiciAnche in questo caso il bene oggetto dello scambio è compravenduto prima che questo sia prodotto, ma si tratta di prodotti su misura e con le caratteristiche richieste dal compratore. In questo contratto viene ordinato al produttore la fabbricazione di un determinato manufatto senza l’obbligo di pagamento del bene al momento della stipula del contratto (a differenza degli accordi di salam). Tale tipologia contrattuale viene utilizzata spesso per finanziare l’acquisto di abitazioni in costruzione e si sostituisce, perciò̀, al mutuo immobiliare tipicamente occidentale.

Dettagli del contratto di istisna’

Secondo il contratto di istisna’ il finanziatore può̀ costruire l’immobile oppure, tramite un contratto di parallelo, ordinare ad un soggetto terzo di costruire un determinato immobile. La banca non fa altro che acquistare dal costruttore l’immobile ordinatole dal proprio cliente. Come nei casi precedenti, anche in questo caso, è lecito che la banca applichi una commissione per il ruolo svolto nella compravendita. Il ricarico applicato dalla banca rappresenta il profitto di quest’ultima e viene aggiunto al prezzo pattuito col costruttore dell’immobile, prima di rivenderlo al proprio cliente. Una volta stipulato il contratto, il cliente inizia a pagare alla banca le rate del proprio debito. Questa tipologia di finanziamento può̀ essere applicata in diversi ambiti, come ad esempio la costruzione di manufatti, aerei, navi o macchinari industriali pesanti.

Come nel contratto di salam, infine, la proprietà̀ del bene resta in mano al venditore fino alla consegna del bene. Sino a quel momento, perciò̀, permangono in capo al venditore anche i rischi relativi al bene (compreso quello di vedersi rifiutata la consegna da parte del compratore qualora il bene prodotto non soddisfi le caratteristiche e le qualità̀ pattuite); ciò permette all’acquirente di recedere dal contratto con una giusta causa.

Si ringrazia Shakir Durmishi, per il suo esauriente testo “Introduzione alla finanza islamica: concetti di base“.